Un venerdì da… le(oni)

In attesa dell’ufficialitá. Questa è la frase che è rimbombata (ci è rimbombata in testa) tutta la notte tra giovedì e venerdì. Parliamo di orari italiani che ci capiamo meglio: all’una e 55 siamo in onda su Italia 2 per la FP1 della Moto3, che come sapete viene inizialmente posticipata per la nebbiolina che in caso di necessità non consente all’elicottero di decollare. Giustissimo. Il problema è che da lì nasce un’infinita nottata in cui l’unica frase che rimbomba tra il Giappone e l’Italia è “siamo in attesa dell’ufficialità ” relativa al fatto, per altro evidente, che le prove libere, le prime e le seconde, sarebbero state sospese.  Continua a leggere

Fermateli!

Non è più utile raccontarci la storiella che il mondiale è aperto, che Lorenzo può fare e disfare, che tiene botta sempre. Cioè, sarebbe anche vero in linea teorica; è stato bravo anche stavolta il ragazzo,  ma la sostanza non cambia e la gara giapponese ne è la prova. La Honda è forte da matti, nella moto che ha e nei piloti che ha assunto a cominciare da Stoner, che dopo aver passato anni nel ruolo del fachiro ducatista seduto sui chiodi fingendo di essere comodo finchè ha sbottato, adesso è sbracato nella morbida poltronissima Honda, veloce, facile ed equilibrata che nel caso di Motegi fa somigliare un terzo posto ad una vittoria. E’ rientrato dopo un lungo, ha recuperato fino al podio, fino al momento in cui tirare come un matto non serviva più, mentre Pedrosa davanti si rendeva imprendibile a sua volta. Continua a leggere

Il potere va in Honda

Simoncelli resterà alla Honda. Farà lo stesso, probabilmente Dovizioso. Team Gresini per il primo, Team Cecchinello per il secondo. Tutto bene? Certo, per molti versi. Non del tutto per altri. Perché viene il sospetto che la Honda sfrutti del tutto l’enorme, persino eccessivo potere che detiene nel motomondiale. La domanda centrale è la seguente: Simoncelli o Dovizioso o chiunque altro che corra su una Honda MotoGP ha, ha avuto, avrà mai la possibilità di mettersi davanti –stabilmente davanti, s’intende- ad un pilota che corre per il team ufficiale? Continua a leggere

Tutti rossi!

Su tutto il podio del Giappone c’è il meglio dell’Italia. La Ducati è pazzesca, vince con Stoner che ritrova Stoner, e si gode la certezza di una moto buona per ora e per il futuro.

Dovizioso, a dispetto di uno Stoner imprendibile, dà tutto, compreso un consiglio alla Honda che è quello di trattarlo bene.

Rossi è vivo e vegeto. Non che avessimo dei dubbi, non noi almeno, ma finalmente lo abbiamo rivisto alle prese con ciò che sa fare meglio, sarebbe a dire il corpo a corpo.

Anche se stiamo parlando di un terzo posto il significato è altissimo e pregnante. Tutti… rossi insomma, mentre Lorenzo è incazzato nero. Continua a leggere

Il fattore C

Chi vince ha sempre ragione, che è un po’ come dire che chi tampona ha sempre torto. E Lorenzo a questo punto ha vinto o vincerà, a breve, il suo primo mondiale.

Nulla gli va negato, perchè se c’è uno che con gli infortuni si è misurato quello è proprio lui. Se c’è uno che ha dovuto lavorare sulla propria personalità per sconfiggere la paura e per arrivare alle sicurezze di quest’anno, bene, è sempre lui.

Però questo mondiale in qualche modo chiederà una controprova, perchè è stato un gran dispiacere perdere Rossi per un pugno di gare e poi riaverlo a tre quarti di servizio, è stato un peccato che Stoner abbia buttato un’altra chance di fare una gran stagione, ed un peccato enorme per il buon Camomillo che si è steso e si è rotto proprio ora che cominciava a girare alla grande, fino a crederci. Continua a leggere