Marquez è diventato grande

Diventa campione e adulto in un giorno solo Marc Marquez. Lo fa con la gara più saggia e sensata della sua vita. Sa che si gioca il mondiale e non cede alla seduzione di vincere a tutti i costi, di essere sul gradino alto del podio, che sarebbe il finale perfetto. E’ grande nel momento in cui non cede alla foga, all’adrenalina inevitabile, ma guarda. Sta a distanza minima e studia Pedrosa e Lorenzo che si prendono a cornate, il primo per l’onore di giornata, il secondo sperando in un titolo che va contro alla logica, come ammette a fine gara. Tiene appesi tutti e se’ stesso e alla possibilità di una mossa alla Marquez ma poi alza la testa, ragiona e apre la strada al compagno di squadra con una mitezza che non fa parte del suo repertorio. Continua a leggere

A Sepang chiacchiere a zero

Primo tema: in Malesia è andata in scena la dimostrazione pratica che in moto le chiacchiere stanno a zero. Che a parole puoi tentare con tutta la tua carica moralista di moderare Marquez, come aveva fatto Lorenzo nella conferenza stampa del giovedì, ma poi quando te lo trovi lì vicino in pista rischi di comportarti esattamente come lui, sfoderando un’aggressività che altrimenti sarebbe sconosciuta. In conclusione: lottando per il secondo posto e per il mondiale, mentre Pedrosa se ne andava sudato ma felice a vincere facile (si fa per dire), Lorenzo ha fatto il Marquez e Marquez ha fatto il Lorenzo. Uno, Lorenzo, si è trovato a dover combattere con tutte le armi che aveva addosso compreso il contatto fisico, e l’altro , Marquez, si è trovato ad un certo punto a dover usare la testa. Finché è durata. Ed è stato molto bello. Perché poi la pista malese ha promosso un’altra volta la Honda sulla Yamaha. Continua a leggere

Marquez giudicato per il pregresso

Se uno nasce pera non diventerà mai banana e uno che è nato aggressivo, individualista e diavoletto in pista come Marquez non sarà mai un angioletto buono e altruista. Nel Motomondiale la patente funziona al contrario rispetto a quella di noi comuni mortali, nel senso che qui i punti te li aggiungono e quando raggiungi il monte massimo di quattro parti dal fondo, mentre se arrivi a sette salti proprio la gara. Il rischio che a Marquez comminassero due punti (quelli che gli mancavano per fare quattro) per il lieve contatto con Pedrosa ad Aragon cacciandolo in fondo allo schieramento della Malesia non è mai stato concreto. Solo ad essere sospettosi cronici si poteva pensare che avrebbero penalizzato il Cabroncito in maniera così pesante da riaprire del tutto i giochi per il mondiale. L’interesse non prevale sempre e per fortuna sulle questioni sportive. Continua a leggere

Marc e Dani da… benedire

Ecco, forse se si corresse un mondiale a Lourdes… lì Daniel Pedrosa partirebbe favorito. Sportivamente il pilota più tenero della storia necessita di una  benedizione e avverte forte anche il bisogno di mandare il compagno Marc Marquez a farsi benedire. Ma in un altro senso. La sua è una ruota che gira e che si ferma, sempre nello stesso punto, portandolo – da anni – a sfiorare progetti di titolo mondiale che sfumano sul più bello; ma anche – da anni- nello studio dell’ortopedico di turno. E di norma senza che lui abbia alcuna responsabilità. Marquez è un genio? Sì. E’ un bravo tipo? Sì. Ci piace? Sì. Che sia chiaro. Ma Marquez è anche un pilota che rischia spesso di passare il confine della correttezza? Si, anche in questo caso è sì.  Continua a leggere

Marquez, impertinente e vincente

Sorride Marquez dall’alto di un mondiale in cui doveva fare l’esordiente, l’outsider ed invece si e’ scelto il ruolo ed e’ in alto, al centro. Sorride con la faccia impertinente di uno che mette via la quarta vittoria di fila, la quinta stagionale, con un tabellino di rendimenti che dice dieci podi in 11 gare. E’ un mondiale a doppio scarto da una parte la gioia contagiosa di Marquez, dall’altra la frustrazione di Pedrosa e Lorenzo. Sorpresi da questo avvio troppo rapido del ragazzino ed obbligati a rincorrere, ognuno con una serie di difficoltà da superare. Continua a leggere