Marquez può fare di più

Marc Marquez potrebbe fare di più. Quella che sembra una sparata guardando ai risultati, alla terza vittoria consecutiva e quarta dell’anno, alla testa del mondiale con 21 punti di vantaggio su Pedrosa, ai record di precocità, presenta invece indizi chiari. Il piccolo fenomeno è ancora scarso in partenza, e nelle prime battute di gara, a Indianapolis si è visto benissimo, ci sono imprecisioni di guida che qualche volta si trasformano in rischio. Pensate dunque cosa sarebbe se Marc facesse tutto come si deve fin dallo spegnersi del semaforo. Continua a leggere

Marquez, sorpasso in classifica

GP di Germania Guardando Marc Marquez lo diresti un discolo di quelli americani dello skateboard, con la faccia da ragazzetto tricky, furbo e incontenibile. Invece questo passa facili i 300 all’ora in moto e al Sachsenring – che è una specie di ottovolante nauseabondo di su e giù – vince, solo, la sua seconda gara della sua prima stagione in MotoGP. Approfitta delle assenze degli ospedalizzati Lorenzo e Pedrosa. Clavicole rotte e capogiri li costringono ad una sosta forzata, che consente al Cabroncito di scavalcarli nel mondiale e passare in testa. Continua a leggere

La spallata che apre un’era

La spallata che si ripropone a Jerez tra Marquez e Lorenzo, come già accadde nel 2005 tra Rossi e Gibernau, è un rilancio. E’ il simbolo di un modo di intendere le corse che ritorna. E lo fa con Marc Marquez. Ci siamo già spesi nella teoria dello specchio, quello in cui Rossi rivederebbe se stesso guardando i gesti dello spagnolo. A distanza di anni Marquez torna a dimostrare che in quel modo si può correre ancora e, giusto o sbagliato che sia, è pure molto divertente da vedere, molto spettacolare, molto adrenalinico. Chi vorrebbe seppellire Rossi e il suo modo viscerale di correre, si prepari ad un’altra era simile. All’ultima curva dell’ultimo giro un enorme varco aperto si può trasformare semplicemente in un invito ad entrare, senza badare troppo al galateo.  Continua a leggere

Marquez come Senna e Schumi

“Le gare sono così, Rossi aveva fatto lo stesso con Gibernau”. Ha le idee chiare Marc Marquez, un pilotino che a vent’anni appena è in testa al mondiale e che di questo sport si appresta a riscrivere la storia. Alla vigilia di Jerez aveva raccontato candidamente che le gare europee per lui sarebbero state più difficili. Infatti in Andalusia la sua marcia d’avvicinamento alla domenica è stata ricca di complicazioni. Poi, nel mucchio, sono tornati a galla i numeri del suo talento. Si è liberato in fretta di Rossi e si è messo alla caccia di Lorenzo. Marc ha usato i cordoli fino al limite del prato con una Honda che sembrava un cavallo imbizzarrito. Continua a leggere

L’ultima spiaggia di Dani

Ma lo sa Pedrosa che questa è l’ultima spiaggia? Sembra proprio di sì. È l’ultima spiaggia del box, e concedeteci un po’ di esasperazione simil calcio (quando si parla di scudetto
dopo la prima giornata) perché la psicologia conta e c’è da tener dietro Marquez, per la prima volta nell’anno, dopo esserci finito dietro nelle prime due gare. Lo sa, sembra
saperlo Dani, che questo jolly – sull’asfalto di Jerez ha imparato ad andare in moto, prima di imparare a camminare – non è da sprecare, tanto più che vedere il fenomenino Marc con, addirittura, qualche difficoltà sembra una visione. Continua a leggere