La “rivincita” di Pedrosa

Sembra che Pedrosa si stia riprendendo con gli interessi tutto quello che la sfortuna gli ha portato via in passato; che abbia fatto un tuffo a bomba nell’acqua di Lourdes, che il vero pilota senza rivali adesso sia proprio lui, non Stoner o Lorenzo. Anche se facilmente perderà il mondiale. Perché il suo contropiede è cominciato un po’ tardino, quando si è sentito libero da Stoner costretto a casa prima e dietro poi dall’infortunio e dalla convalescenza. Continua a leggere

Classe di ferro

La MotoGP attuale, con Pedrosa, Lorenzo e Dovizioso, sembra una questione generazionale. Il podio di Aragon ne è la dimostrazione. Quelli che vincono, quelli che sul podio ci vanno, quelli che fanno la differenza, gli attuali fenomeni, sono tutti prodotti dello stesso periodo, quelli che si son scontrati tra loro da ragazzini, che hanno corso insieme in 125 e in 250; coi vecchi motori a due tempi che continuano a sembrare la scuola motomondiale migliore. Pedrosa,  Lorenzo e Dovizioso, ma anche l’assente Stoner, tutti nati tra l’85 e l’87, si conoscono e si misurano tra loro da un vita. Continua a leggere

Tutto il contrario

Rossi e Pedrosa a Misano sono tutto e il contrario di tutto. Per Rossi è tutto tornare a far secondo a casa, davanti alla sua gente, con la Ducati e in una giornata di sole. Associazione di contingenze mai vista prima.
È tutto anche il poter dimostrare che con la Ducati in effetti qualcosa si può fare. È molto far vedere che, nonostante la destinazione scelta per il futuro sia un’altra, il lavoro va portato a termine con impegno e lucidità fino a fine anno.
Che siano state determinanti le evoluzioni provate qui a Misano tre settimane fa (e fatte provare a Iannone e Pirro al Mugello dieci giorni fa) non è facile dirlo. Continua a leggere

Lo “schiaffo” di Pedrosa

Si diceva che non fosse forte in staccata, e ora stacca dentro le curve. Si diceva che soffrisse il bagnato e sul bagnato va come un aliscafo. Che soffrisse in bagarre e ha dato vita con Lorenzo ad uno dei duelli finali più belli di sempre vincendo la gara di Brno. Daniel Pedrosa a 26 anni può dire di aver risposto a tutti, trovandosi ora a prendere il posto dell’infortunato Stoner nel ruolo di rivale di Lorenzo che quest’anno di rivali credeva di non averne quasi, eccetto Stoner. Continua a leggere

Quella Yamaha che piace a Rossi

Con Rossi prima, senza Rossi adesso, comunque la giri, dovunque tu la metta, la Yamaha è la moto migliore che ci sia al mondo, quello della MotoGp.  Non si può fare a meno di considerare chi la guida, chi la porta su, fino a vincere tre gare consecutive o quattro su sette se preferite. Non si può insomma togliere a Lorenzo ciò che è di Lorenzo, specie dopo la gara di Silverstone che è stata la perfezione vera della velocità e della tattica.

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