Hamilton, sulla carta

Gli amanti di Grand Prix la conoscono: è la rubrica in cui facciamo disegnare un tracciato a un pilota. Carta bianca e pennarello nero: prego, disegni la mappa a memoria. Ecco l’abbiamo fatto oggi con Hamilton il quale, dopo la pista di Budapest (che vedrete appunto in Grand Prix domenica) c’ha preso gusto e ha voluto provarne un’altra. Tipo Abu Dhabi.

Ecco, la dimensione, lo stato mentale di questi alieni chiamati piloti li vedi anche da questo. Lewis, s’è incredibilmente inceppato all’inizio (Abu tra l’altro ha un bel 21 curve che non la rendono una delle piste più facili da tratteggiare) ma niente: testa giù, sopracciglio inarcato e una bolla tutt’attorno. Concentrato, incattivito con sè stesso, insomma competitivo al massimo. Continua a leggere

Dall’Australia con furore

Le sensazioni sono tre. Che Webber da questa parti si trasformi, come il 2010 faceva ipotizzare; che Vettel stia iniziando, giustamente, a fare due conti in ottica mondiale, prima di scaraventarsi in curva flat-out con l’asfalto umidino; che Alonso senta a sorpresa l’odore del sangue, a sorpresa perchè se sulla carta c’era un tracciato dove difendersi era questo.

Quindi? Quindi verrebbe da tifare Mark, volendo puntare a una stagione che non finisca dopo domani e verrebbe da tifare Alonso, volendo parlare di sorpassi e remontada più che di percentuali di scarico in rilascio. Continua a leggere

SuperSeb, provate a prenderlo

I baskettofili avranno presente Larry Bird che vince una gara di tiri da tre alzando al cielo l’indice destro, mentre l’ultimo pallone (quello a spicchi) è ancora in aria. Lui si gira verso il pubblico fa segno di aver vinto e dietro alle sue spalle gli spicchi fanno pluf nella retina!

Ecco, un gesto di estrema figaggine che la gran parte della popolazione maschile (e non solo i baskettari) gli invidieranno a vita. Un gesto di manifesta superiorità che è come quello di Vettel che scende dalla macchina, si togli il casco, si beve un caffè e sfoglia un giornale, mentre gli altri ancora si affannano a rincorrere in pista un tempo, il suo, che non beccheranno mai.

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Vettel fa più paura

Australia 2010: Vettel rifila 2 decimi ad Alonso alla seconda del mondiale. Come andò a finire otto mesi dopo si sa.

Ora, in via del tutto scaramantica diciamo che figurati se possiamo metterci qui a fare un’equazione con l’Australia di oggi… Sarebbe drammatico ipotizzare come potrebbe andare la stagione.

Però? Però viene il terribile sospetto che il rischio sia piuttosto corposo, perchè abbiamo imparato che da come nasce una macchina si possono prevedere molte cose. Continua a leggere