Sempre appeso a un filo

Una sola cosa possono augurarsi in Ducati dove Casey Stoner lo conoscono bene: che Stoner, insieme ad una moto micidiale e perfetta non abbia trovato anche l’equilibrio nel gestirsi. Perchè la nuova edizione del Crazy Stoner marchiato Honda è terribilmente efficace, ma non ha ancora affrontato la prima gara e non ha ancora dato prova di saper gestire i vantaggi che ha nel talento in modo compatibile con la sicurezza. La sicurezza che vale la vittoria. È sempre estremo, esaltante, matto duro, ma di quei matti che piacciono al popolo dei motori. Continua a leggere

Luci e ombre dal Qatar

Di Alberto Porta

Al settimo giorno di test invernali scivolati via, non è cambiata di molto la sostanza di questa MotoGP a livello stellare. Ci sono Pedrosa e Stoner che sembrano due saltatori in alto che si divertono ad alzare l’asticella.

Uno va in pista e stampa il tempo, l’altro risponde. Se va avanti così, tutti si dovranno adeguare con sforzo mostruoso. Sta anche in questo la prima volta in terra del Vale ducatista. Un tuffo nella via di fuga che ha tutto il sapore della ricerca della prestazione, ormai fondamentale nel cammino del Dottore verso la prima gara. Continua a leggere

Polo Nord e Polo Sud

Rossi ha vinto, da solo. Senza Stoner, autosteso. Ecco fatto, ecco vanificati un bel po’ di discorsetti dotti fatti ed elargiti alla platea. Stoner qui non si prende, a Rossi non resta che la chance di stargli addosso nei primi giri per convertire la corsa da qualcosa di tecnico a qualcosa di umano. Sì sì, ciao. Se Stoner fosse rimasto in piedi avremmo sbagliato comunque.

Che l’obiettivo di Rossi fosse fare qualche punto solido ci stava, ma così ha esagerato. Senza nemmeno dover faticare, che tanto Stoner si è eliminato da solo e forse è ora che ci pensi un po’ su. Continua a leggere

Siamo solo noi!

Rossi e Stoner sono le due storie che si ripetono facendone una sola, gli altri stanno a guardare, con poche o nulle possibilità di fare una gara insieme a loro. Ammesso che loro stessi riescano a fare una gara insieme. La teoria e la storia dicono che con uno Stoner come quello visto in qualifica, con un passo del genere e questa carogna ci sia poco da fare. Rossi vive un film già girato. Lui è andato a letto sapendo di avere tre decimi al giro di ritardo dall’altro.

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Cammelli e canguri

Casey Stoner quando arriva in Qatar, non si sa come, crede di arivare in Australia.  

Come se la regione del Niangala somigliasse ai dintorni di Doha, come se un cammello avesse qualcosa a che fare con un canguro.  

Il fatto comincia a preoccupare un po’ di gente, a cominciare da Rossi Valentino, per non parlare dei parenti stretti del ragazzo Ducati. Ma intanto, tre vittorie negli ultimi tre anni, qui, un cazotto rifilato agli stranieri giunti in questo deserto illuminato, tutti, appunto, visto che Casey considera la pista in questione alla stregua della prateria annessa a casa. Insomma, forte, sin troppo nel giorno uno, visto che il tempo da cima della lista l’ha ripetuto a raffica. Continua a leggere