Red Bull, sfogo sospetto

Accade raramente che Dietrich Mateschitz, proprietario della Red Bull, si esponga in prima persona con dichiarazioni pesanti. Le sue parole nel dopo gara di Barcellona rappresentano quindi un evento. “Quanto sta accadendo non ha nulla a che fare con le corse”. E’ il virgolettato consegnato al sito di Autosport . Sotto accusa la Pirelli, nella fattispecie il comportamento
dell’ultima generazione di pneumatici. I gommisti ammettono che probabilmente a Barcellona si è andati un po’ al di là delle intenzioni, ma a chiedere alla Pirelli di fornire materiali in grado di creare un minimo di incertezza nelle gare di Formula 1 è stato il padrone del circo, cioè Bernie Ecclestone. Continua a leggere

Io sto con Vettel

Io sto con Vettel. Non solo perchè la manovra su Webber è stata un lampo di luce nel Gp di Malesia, una dimostrazione di come si fa sport (che non dovrebbe essere mettersi d’accordo sul risultato). Sto con Vettel perché nonostante i suoi 25 anni ha abbastanza personalità per ribadire la sua scelta, ovvero quella di attaccare e giocarsela sempre. Ok, è forte di tre titoli mondiali ma potrebbe cedere all’ipocrisia, dire la cosa corretta, quella che è unanimemente considerata ‘giusta’ solo per piacere di più. Non lo fa perché non gli importa piacere a tutti i costi e anzi infila una serie di frasi che lo faranno odiare ma credo mostrino le sue spalle larghe.  Continua a leggere

Le ombre di Interlagos

Martedì alla Red Bull hanno fatto festa, ma il terzo trionfo di Vettel si porta appresso una zona d’ombra che si ingrossa ora dopo ora. In Brasile il tedesco ha davvero sorpassato in regime di bandiere gialle? Domenica pomeriggio il primo a formulare l’ipotesi è stato Martin Brundle, ex pilota e ora voce dell’emittente inglese SKY. Brundle lo ha detto in diretta e la voce ha ovviamente fatto in fretta a fare il giro dei box. Ma Brundle si riferiva a episodi – il sorpasso sull’HRT e quello sulla Sauber di Kobayashi – analizzati dalla commissari di gara che hanno giustamente assolto Vettel. Il terzo episodio – sfuggito a tutti domenica – è stato scoperto in Spagna. Si tratta del camera car di Vettel, non andato in onda in diretta ma registrato dai canali satellitari che dispongono del segnale per tutta la gara. Continua a leggere

Quando vincono in due

Onore a Vettel, al suo talento, alla sua freschezza, al suo carattere da bravo ragazzo. Onore ad Alonso che è caduto ritto, in piedi, come sempre. Erano 13 i punti da recuperare, servivano miracoli a nastro. Beh, ne sono accaduti parecchi a San Paolo, due soprattutto, al primo giro, quando Vettel è stato toccato duro da Senna e poi immediatamente dopo, quando, nonostante un urto così, sempre Vettel si è reso conto di guidare una macchina capace di portarlo in fondo. Roba che accade una volta su cento. Dentro la corsa finale in almeno due momenti Alonso si è trovato in testa al Mondiale, il che la dice lunga sull’amarezza di questo pirotecnico finale (con scarto ridotto a meno 3), ma anche sul peso della sorte dentro questa sfida. La Ferrari non ha mai accusato un problema di affidabilità. E’ stata lenta, non all’altezza della Red Bull, ma nella gara decisiva proprio la Red Bull ne ha combinate di tutti i colori. E sul bilancio della stagione pesano i due incidenti che hanno messo k.o. Fernando (Spa e Suzuka) senza alcuna responsabilità. Continua a leggere

Lotta di nervi

Nello sport più veloce la vera virtù è saper rallentare il battito, mantenere la calma. E’ su questo punto che in India Alonso mostra di essere il campione che è: nella gestione dei tempi. Quello per la critica, quello per l’esecuzione perfetta. Di sabato reclama sviluppi per poter competere con le macchine di Newey, di domenica crea uno spazio sgombro in testa e mette insieme una prova da leader. Sta in questo la stoffa vera, nella capacità di creare compartimenti mentali autonomi, non lasciare che le tensioni condizionino la prestazione, non permettere all’insoddisfazione di trasformarsi in lagna.  Continua a leggere