Misano, sorrisi che si tramandano

C’è della salsedine adriatica anche in questo spagnolo che rivierasco non è. Nel sorriso di Marquez; nella felicità di guidare la 93 a mò di wind surf; in questa pole che è la sesta dell’anno e che lascia gli esseri umani all’eternità di mezzo secondo. Lorenzo è lì dietro, Rossi chiude la prima fila a sei decimi e mezzo. Prima fila come solo una volta, in Germania, è successo negli altri 12 sabati di quest’anno. Ė il cambio nuovo della M1 e va bene ma è anche questo asfalto che è il cortile di casa, che è una casa dove andò in scena la sua prima volta su una moto da corsa. Come succede in queste ore agli occhi azzurri di Luca Marini, il fratellino di Valentino al debutto nel mondiale, con tutto quel giallo nella tuta e nella moto, con il 97 sul cupolino che poi non è altro che un 46 rovesciato. Continua a leggere

L’ultima spiaggia di Dani

Ma lo sa Pedrosa che questa è l’ultima spiaggia? Sembra proprio di sì. È l’ultima spiaggia del box, e concedeteci un po’ di esasperazione simil calcio (quando si parla di scudetto
dopo la prima giornata) perché la psicologia conta e c’è da tener dietro Marquez, per la prima volta nell’anno, dopo esserci finito dietro nelle prime due gare. Lo sa, sembra
saperlo Dani, che questo jolly – sull’asfalto di Jerez ha imparato ad andare in moto, prima di imparare a camminare – non è da sprecare, tanto più che vedere il fenomenino Marc con, addirittura, qualche difficoltà sembra una visione. Continua a leggere

Vettel è il nuovo Vettel

Lo spunto è una dichiarazione di Giorgio Ascanelli alla stampa tedesca. Giorgio Ascanelli, responsabile tecnico della Toro Rosso, di quella Toro Rosso che si portò a casa il Gran Premio di Monza del 2008, grazie all’autografo di un piccolo Vettel tra le pozze dell’asfalto nel Parco. “Vettel? E’ come Senna”. Questa la dichiarazione rilasciata da chi lavorò con Ayrton e ha poi lavorato con Seb. Motivazioni: “La perfezione fatta pilota”.

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Rubinho pensaci tu!

La rivincita dei Nerds non lo scriviamo, non sarebbe carino, ma vedere Rubinho che si mangia il Bello della diretta fa un certo effetto. Soprattutto ai Nerds. Perchè il Pensionato (copyright, lo ricorderete, di Briatore) fa una gara impeccabile, sfrutta il fatto che stranamente dal muretto non arriva il solito aiutino a Giasone, e mi rosicchia un bel 2 punti al Giasone medesimo, concedendosi il lusso di dargli uno schiaffetto morale.

E’ lui, l’uomo con la faccia da secondo, l’ultimo e l’unico in grado di cambiare il copione dell’annata. Via Vettel, via Webber, fuori Raikkonen (e a dirlo, oggi, è l’aritmetica), caro Rubens ti becchi tutte le aspettative dei non buttoniani. Mancano quattro gare, non moltissimo in effetti, ma quei 14 punti di vantaggio inglese iniziano un po’ a traballare. Continua a leggere