Cartoline MotoGP da Jerez

-Sono cartoline bellissime quelle spedite da Jerez nel corso degli anni e pure la gara di domenica pare promettere bene. Intanto nella prima giornata è tornato a farsi sentire Jorge Lorenzo, che fin qui aveva dato l’idea di attraversare il periodo più caotico della carriera, proprio in coincidenza con il risveglio di Rossi. La frattura alle dita non ha rallentato Marc Marquez che ha una voglia matta di archiviare in fretta il vecchio che avanza per sottolineare che presente e futuro della MotoGP gli appartengono ancora.  Continua a leggere

A Sepang chiacchiere a zero

Primo tema: in Malesia è andata in scena la dimostrazione pratica che in moto le chiacchiere stanno a zero. Che a parole puoi tentare con tutta la tua carica moralista di moderare Marquez, come aveva fatto Lorenzo nella conferenza stampa del giovedì, ma poi quando te lo trovi lì vicino in pista rischi di comportarti esattamente come lui, sfoderando un’aggressività che altrimenti sarebbe sconosciuta. In conclusione: lottando per il secondo posto e per il mondiale, mentre Pedrosa se ne andava sudato ma felice a vincere facile (si fa per dire), Lorenzo ha fatto il Marquez e Marquez ha fatto il Lorenzo. Uno, Lorenzo, si è trovato a dover combattere con tutte le armi che aveva addosso compreso il contatto fisico, e l’altro , Marquez, si è trovato ad un certo punto a dover usare la testa. Finché è durata. Ed è stato molto bello. Perché poi la pista malese ha promosso un’altra volta la Honda sulla Yamaha. Continua a leggere

Misano, sorrisi che si tramandano

C’è della salsedine adriatica anche in questo spagnolo che rivierasco non è. Nel sorriso di Marquez; nella felicità di guidare la 93 a mò di wind surf; in questa pole che è la sesta dell’anno e che lascia gli esseri umani all’eternità di mezzo secondo. Lorenzo è lì dietro, Rossi chiude la prima fila a sei decimi e mezzo. Prima fila come solo una volta, in Germania, è successo negli altri 12 sabati di quest’anno. Ė il cambio nuovo della M1 e va bene ma è anche questo asfalto che è il cortile di casa, che è una casa dove andò in scena la sua prima volta su una moto da corsa. Come succede in queste ore agli occhi azzurri di Luca Marini, il fratellino di Valentino al debutto nel mondiale, con tutto quel giallo nella tuta e nella moto, con il 97 sul cupolino che poi non è altro che un 46 rovesciato. Continua a leggere

Lorenzo è il pilota più completo

Se nella sfida Honda-Yamaha fa testo anche la condizione dei rispettivi secondi del box, gli arancioni brindano sereni: vedi il terzo posto a un secondo e mezzo di Pedrosa, contro il quarto a 13 secondi di Rossi. Se poi un Marquez ferito di fresco è in grado di fare ciò che ha fatto ieri, gli stessi arancioni di prima ne stappano un’altra, pensando a Misano del 15 settembre. Questo per dire che un Lorenzo stellare, su una M1 in ritardo tecnico, può non bastare. E se anche tra 15 giorni dovesse arrivare il famigerato seamless, tra 15 giorni ritroveremo un Marquez pulito e profumato, senza fasciature alla spalla ma nella versione fascio di nervi che ormai conosciamo a memoria. Cosa può cambiare? Continua a leggere

Marquez, sorpasso in classifica

GP di Germania Guardando Marc Marquez lo diresti un discolo di quelli americani dello skateboard, con la faccia da ragazzetto tricky, furbo e incontenibile. Invece questo passa facili i 300 all’ora in moto e al Sachsenring – che è una specie di ottovolante nauseabondo di su e giù – vince, solo, la sua seconda gara della sua prima stagione in MotoGP. Approfitta delle assenze degli ospedalizzati Lorenzo e Pedrosa. Clavicole rotte e capogiri li costringono ad una sosta forzata, che consente al Cabroncito di scavalcarli nel mondiale e passare in testa. Continua a leggere