C’è fretta e fretta

Sapevamo che la fama del Sachsenring è una bufala. Continuiamo a sentirci dire che ai piloti non piace e non c’è una gara che lì riesca storta, noiosa o ingannevole. È stata straordinaria la fretta lucida di Daniel Pedrosa verso il traguardo quando si è fatto il momento di prendere margine, ma non è da meno quella di Lorenzo, che, come il Rossi dei tempi migliori, ha piazzato in una corsa perfetta un azzardo che se gli andava storta eravamo qui a dargli del matto. Ma, siccome Lorenzo è un campione, è andata dritta con un recupero su Stoner che ha tre pregi: quello di farsi ammirare sinceramente, quello di portare a casa  punti in più nel mondiale e quella di far capire a Stoner che se pensava di passeggiare in giro per la stagione, lui non ha nessuna intenzione di lasciarglielo fare. Continua a leggere

Libertà, lealtà, aggressività

Dicevamo ieri di Rossi che è una risorsa per i suoi rivali. Lo confermiamo anche oggi. Oggi che può essere stato un fastidio per Lorenzo finire dietro a Valentino un’altra volta. E’ il freddo, quello gelido che tempra. Son liberi tutti di mettere in discussione le logiche: è libero Lorenzo di chiedere alla Yamaha di adeguare l’ingaggio al suo accresciuto valore. Ma un conto è farlo battendo il compagno di squadra, un conto è farlo da secondo. Continua a leggere

Pretesti e pretese

E’ una classifica corta che giustifica tutto. Il Sachsenring è un mercato, col cappone grasso e grosso esposto in mezzo mentre fa la ruota come il pavone: Jorge Lorenzo.

 

Ecco, lui, parla come un navigatissimo campione spiegandoti che lì dove corre “il team è una famiglia e la Yamaha è una gran moto“, ma anche che “mi offrono meno di quello che valgo“.

 

Una maniera di rilanciare le proprie quotazioni sarebbe la spiegazione più ovvia, perché mollare questa Yamaha sembra un delitto. Ora è buona, davvero la migliore come dice lui e i dati, a dispetto del muro, fluiscono come l’acqua tra i due box, tra Lorenzo e Rossi, tra Rossi e Lorenzo soprattutto. Ma tre milioni e mezzo per Jorge non bastano, alla faccia della crisi.

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