Nando e Schumi fanno coppia

Per una volta, hanno lavorato in coppia. Alonso e Schumi, insieme, per dare libidine imprevista alla platea di Monza. Il che pare clamoroso, vista la rella della vigilia, roba tutt’altro che utile all’ottimismo. Non era possibile portare a casa un podio alto, data la situazione in casa Red Bull, data la situazione gomme dure in casa Ferrari ma saltare dal quarto al primo posto e piazzare una macchia rossa in cima al gruppo al giro uno è valsa la trasferta, la domenica, la foto ricordo da incorniciare nella cameretta. Stesso dicasi di Schumi che tiene dietro Gino per 27 giri facendo andare in bestia nell’ordine: Gino Hamilton, lo stato maggiore della McLaren, la direzione corsa, arrogantella al punto da ammonire via radio la Mercedes a furoa di vedere Schumi fare zigzago davanti al naso del nemico. Continua a leggere

Quando avete sentito parlare di Schumi?

Tra le mille domande rivolte ai paddock sui vent’anni di Formula 1 di Schumacher è stata quella apparentemente più banale a offrire spunti interessanti.

Quando avete sentito parlare di Schumi per la prima volta nella vostra vita?

Alonso ha risposto così: “Purtroppo la prima volta che ho sentito il suo nome è stato il primo maggio del 1994, il giorno della morte di Senna. Prima conoscvo solo Ayrton, anche perché in Spagna nessuno trasmetteva le gare di Formula 1″. Continua a leggere

Fernando, fenomeno raro

Quando ha debuttato in Formula 1 aveva 19 anni, i capelli corti e una faccia che sembrava troppo grande sul suo fisico da ragazzino. Oggi Nando ha fatto festa spegnendo 30 candeline con una chioma fluente, muscoli scolpiti dagli allenamenti e la consapevolezza di essere un uomo fortunato.

Una fortuna condivisa pure da chi ha che fare quotidianamente con lui , soprattutto quando da affrontare ci sono sentieri che danno l’impressione di non avere una via d’uscita. Continua a leggere

Vettel? La richiamiamo noi

Ha capito e cerca di rimediare. Da ragazzo sveglio, svelto e intelligente, sta provando a raddrizzare l’unico vero limite che ormai ha, e allora giù con l’operazione simpatia.

Tanto di fotine dei meccanici sul casco, con espressioni buffe e stupide, per giunta.

Ora: Vettel è – davvero – un ottimo ragazzo. Bravo, talentuoso, disponibile (e pure simpatico a chi
scrive, per quanto possa interessare). Ma non buca lo schermo, poco da fare. Continua a leggere

Vettel è il nuovo Vettel

Lo spunto è una dichiarazione di Giorgio Ascanelli alla stampa tedesca. Giorgio Ascanelli, responsabile tecnico della Toro Rosso, di quella Toro Rosso che si portò a casa il Gran Premio di Monza del 2008, grazie all’autografo di un piccolo Vettel tra le pozze dell’asfalto nel Parco. “Vettel? E’ come Senna”. Questa la dichiarazione rilasciata da chi lavorò con Ayrton e ha poi lavorato con Seb. Motivazioni: “La perfezione fatta pilota”.

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