Uno spettacolo triste

AUTO-MOSS1958. La Cooper Climax rivoluziona la storia della Formula 1 portando in pista una macchina dotata di motore posteriore, soluzione già adottata negli anni ’30 da Auto Union, quando il mondiale non esisteva ancora. 57 anni fa questo sport era ancora ricerca della prestazione pura, terreno ideale per invenzioni geniali con interessi politici al limite dell’irrilevante. Oggi gli interessi in questione viaggiano più velocemente delle prestazioni delle macchine, macchine frenate da normative imbarazzanti per quanto riguarda i motori, condizionate nelle prestazioni da pneumatici che per regolamento sono fatti apposta per non reggere la distanza di una gara. Continua a leggere

Il derby dei poveri

Il fatto che sia sempre più serrato il testa a testa per il sedile Williams tra Barrichello e Senna a chi dei due non fa molto onore? A Rubens che non riesce a scalzare la concorrenza di un 29enne (a ottobre) a quota 2 punti 2, conquistati in 26 Gran Premi? O a Bruno che non riesce a scalzare la concorrenza di un nonnino (i 40 anni arrivano il 23 maggio) che potrebbe tutto sommato non aggiungere altre gare alle 322 corse in 19 stagioni di F1? Qualcuno potrebbe alzare l’indice e precisare che non fa molto onore alla Williams, ma questo è un altro discorso. Continua a leggere

Quando avete sentito parlare di Schumi?

Tra le mille domande rivolte ai paddock sui vent’anni di Formula 1 di Schumacher è stata quella apparentemente più banale a offrire spunti interessanti.

Quando avete sentito parlare di Schumi per la prima volta nella vostra vita?

Alonso ha risposto così: “Purtroppo la prima volta che ho sentito il suo nome è stato il primo maggio del 1994, il giorno della morte di Senna. Prima conoscvo solo Ayrton, anche perché in Spagna nessuno trasmetteva le gare di Formula 1″. Continua a leggere

Senna e Senna

Cari malinconici degli anni che furono – convinti che il passato sia nettamente meglio del presente – mettetevi comodi. Perchè l’ultima conferma della tesi arriva dalla Formula 1. Dove c’era un Senna in nero Lotus Renault che scuoteva gli animi, dove c’è la versione odierna che, con tutto il rispetto, non scuote proprio niente. Sarà lui, Bruno, a prendere il posto dello spento Heidfeld, domenica a Spa. Lui che però si chiamerebbe Bruno Lalli, se non avesse ben pensato di acciuffare il cognome di mamma Viviane (la sorella di Ayrton).
Continua a leggere

Vettel? La richiamiamo noi

Ha capito e cerca di rimediare. Da ragazzo sveglio, svelto e intelligente, sta provando a raddrizzare l’unico vero limite che ormai ha, e allora giù con l’operazione simpatia.

Tanto di fotine dei meccanici sul casco, con espressioni buffe e stupide, per giunta.

Ora: Vettel è – davvero – un ottimo ragazzo. Bravo, talentuoso, disponibile (e pure simpatico a chi
scrive, per quanto possa interessare). Ma non buca lo schermo, poco da fare. Continua a leggere