Lorenzo è il pilota più completo

Se nella sfida Honda-Yamaha fa testo anche la condizione dei rispettivi secondi del box, gli arancioni brindano sereni: vedi il terzo posto a un secondo e mezzo di Pedrosa, contro il quarto a 13 secondi di Rossi. Se poi un Marquez ferito di fresco è in grado di fare ciò che ha fatto ieri, gli stessi arancioni di prima ne stappano un’altra, pensando a Misano del 15 settembre. Questo per dire che un Lorenzo stellare, su una M1 in ritardo tecnico, può non bastare. E se anche tra 15 giorni dovesse arrivare il famigerato seamless, tra 15 giorni ritroveremo un Marquez pulito e profumato, senza fasciature alla spalla ma nella versione fascio di nervi che ormai conosciamo a memoria. Cosa può cambiare? Continua a leggere

Roba da esplodere

Da un lato, il Pirelli-pensiero: se vi diamo (care squadre) le medicine con il bugiardino dentro e voi non lo leggete, non è un problema nostro. Dall’altro, il pensiero delle squadre: è una vita che si giochicchia sui trucchetti (la famosa pressione più bassa, il famoso montaggio invertito, il famoso camber estremo) e nulla è mai successo. Non veniteci poi a parlare dei cordoli assassini, por favor! E in mezzo? In mezzo i soliti, snobbissimi, aggrovigliatissimi, nodi politici della F1. Che chiede/impone una scelta azzardata per migliorare lo spettacolo – gomme, quest’anno, ancora più fragili o, meglio, degradabili ancor più velocemente – e poi, tu guarda, si rende conto che le suddette gomme non durano. Continua a leggere

Silvestrone, pole nella “bufera”

‘Non è insolito che da queste parti piova, possibile che la pista sia in queste condizioni?’. Felipe Massa ha ragione, alza la palla per una polemica doverosa. A Silverpolestone la pioggia crea caos, offre uno spettacolo poco degno di essere considerato tale. Non è arrivato un uragano, semplicemente piove in un posto dove il maltempo è una costante. Arrivare al circuito diventa un’impresa (di venerdì c’è chi ha fatto 30 km in 5 ore), il normale svolgimento delle attività sportive è compromesso, i tempi si dilatano. Continua a leggere

Dall’Australia con furore

Le sensazioni sono tre. Che Webber da questa parti si trasformi, come il 2010 faceva ipotizzare; che Vettel stia iniziando, giustamente, a fare due conti in ottica mondiale, prima di scaraventarsi in curva flat-out con l’asfalto umidino; che Alonso senta a sorpresa l’odore del sangue, a sorpresa perchè se sulla carta c’era un tracciato dove difendersi era questo.

Quindi? Quindi verrebbe da tifare Mark, volendo puntare a una stagione che non finisca dopo domani e verrebbe da tifare Alonso, volendo parlare di sorpassi e remontada più che di percentuali di scarico in rilascio. Continua a leggere

Con giudizio

Ora fan presto certi ducatisti, fan presto a protestare. Da due o tre giorni il terreno è fertile. Prima erano i sostenitori di una moto, di una marca, di una moto italiana opposti a quelli di un pilota italiano, ma di risonanza mondiale. Le due entità lottavano con cattiveria. Era un’anomalia certa e tutta italiana  per il motomondiale dove il pilota ha sempre avuto più credito e significato di ciò che guida. Il confronto, a volte violento, pareva essersi sedato nel momento in cui la moto e il pilota in questione hanno cominciato ad agire nello stesso box. Ma senza vittoria non ci si unisce. Continua a leggere