La maledizione del secondo

Sembra la meledizione del secondo. Nel senso di chi insegue alonso nel mondiale. A Singapore è toccato a Lewis Hamilton arrendersi, bloccato dal cambio, mentre era in testa e la Ferrari faceva fatica nella lotta per il quarto posto. Insomma Nando, anche nei momenti di difficoltà, è protetto da una buona stella. Tant’e’ che dopo una domenica complicata si ritrova ancora saldamente in testa al mondiale con 29 punti di vantaggio su Vettel, quello che a 2 settimane dal gran premio del Giappone sembra rimasto il suo unico avversario sulla strada del terzo titolo mondiale. Restano sei gare. Sei circuiti che per la Ferrari saranno meno difficili da affrontare rispetto a quello di Singapore. Continua a leggere

Buoni o cattivi?

Una bella birra per tutti e sotto con la discussione: meglio essere Button o Hamilton? Non alludiamo alle rispettive fidanzate, per carità, quello rientra nei gusti personali, condivisibili o meno. Parliamo di stile, approccio di guida. Mentalità. Meglio non pensare nemmeno un millesimo di secondo prima di attaccare o studiare le possibili variabili di una manova come un perfetto professore in giacca e farfallino? Rende di più, a fine gara o a fine campionato, l’impeto dell’attaccante o la razionalità del playmaker? Continua a leggere

Vettel da paura

Vettel che abbassa la pole dell’anno scorso di 1 secondo, che rifila un giro
scarso al resto del gruppo, che sfiora i muretti, che ha l’occhio pallato,
avrebbe dovuto vincere il mondiale il mese scorso! Perchè, inutile girarci
attorno: il ragazzo è in uno stato di grazia da far paura e va bene che
guida un razzo, ma sto razzo bisogna pur guidarlo, come dimostra bene il pilota
più treste del mondo e del momento: il povero Webber. Continua a leggere

I furbetti del circuitino

Ma per essere più veloce, arrivare davanti, insomma vincere, è necessario dire balle? La giro: fare il furbo, circuire la verità, prendere anche un po’ per i fondelli gli altri, serve a tenere tutti dietro? Insomma il furbetto fa strada? Più strada? Il piccolo ragionamento arriva dalla notte singaporegna, lontana dal giorno italiano dove ormai il furbo ahimè vince sempre e non mi riferisco alla F1. Ma volendosi limitare alla F1 ecco lo spunto. Alonso che ci risponde – in conferenza – “Ma no, non perdiamo due secondi tra le gomme morbide e le dure” e Massa che ci risponde “Sì, sì, abbiamo due secondi tra le morbide e le dure”. Continua a leggere

Massa, stai più sereno

Per me vincere il mondiale sarà dura. Vorrà dire che penserò a vincere gara per gara“. Parla così Massa alla vigilia della prima giornata di prove.

Di conseguenza qui a Singapore torna in mente la partenza di Monza, con Felipe fotocopiato sulla macchina gemella alla prima variante. Così quello che sembrava un fin troppo zelante aiutino al compagno di squadra assume un significato diverso.

In realtà Massa era davvero in lotta con Alonso per prendere la scia di Button, fatto questo confermato dal pilota spagnolo nella conferenza stampa di giovedì sera. Continua a leggere