La Ferrari e il sogno di mezza estate

Ferrari's German driver Sebastian Vettel drives during the qualifying session at the Spa-Francorchamps ciruit in Spa on August 22, 2015, ahead of the Belgian Formula One Grand Prix. AFP PHOTO / EMMANUEL DUNANDIl trionfo di Budapest è già un ricordo lontano, roba da sogno di mezza estate. Dopo la lunga pausa vacanze l’attualità offre alla Ferrari uno scenario desolante. Problemi tecnici e pasticci in qualifica. L’illusione di poter restare aggrappati al mondiale con una tattica azzardata in gara. Vettel e ingegneri hanno giocato l’unica carta possibile per poter mettere i piedi sul podio. Un tentativo disperato che si è consumato nel cedimento della gomma posteriore destra a una manciata di chilometri dal traguardo, un incidente simile a quello capitato a Rosberg venerdì.  Vettel stava cercando di mettere una pezza a uno dei peggiori finesettimana della sua breve vicenda in rosso.  Continua a leggere

Ferrari, questa non è più sfortuna

Quando nelle prime due file dello schieramento di partenza si piazzano Mercedes e Red Bull e le Ferrari sono nona e decima in qualifica non è il caso di parlare di sfortuna. Sarebbe più utile parlare di errore di valutazione in uno dei pochi sabati utili per cambiare il destino di una macchina così fragile nel giro secco. Invece no. Anziché sfruttare la variabile meteo Alonso e Massa sono incappati nella peggior qualifica dell’anno, proprio nel momento in cui era obbligatorio invertire al rotta. Continua a leggere

Quando avete sentito parlare di Schumi?

Tra le mille domande rivolte ai paddock sui vent’anni di Formula 1 di Schumacher è stata quella apparentemente più banale a offrire spunti interessanti.

Quando avete sentito parlare di Schumi per la prima volta nella vostra vita?

Alonso ha risposto così: “Purtroppo la prima volta che ho sentito il suo nome è stato il primo maggio del 1994, il giorno della morte di Senna. Prima conoscvo solo Ayrton, anche perché in Spagna nessuno trasmetteva le gare di Formula 1″. Continua a leggere

I’m a big boy

Nel giorno in cui Vettel fa l’ennesima figuraccia per eccesso di grinta, Mark Webber chiede garbatamente più attenzione da parte del team. Chiede finalmente di fare una scelta, di concentrarsi su di lui. Lo fa con la misura che lo contraddistingue. Senza clamori, senza puntare i piedi, appellandosi ad una logica di punti. La classifica gli concede un +28 su Vettel quando mancano sei gare ai conti finali. L’australiano la butta lì, suggerendo che sarebbe una scelta da fame di vittorie, come dire la più logica, la più sensata se la squadra ha intenzioni da titolo. Continua a leggere

Barrichello offusca Schumi

Alzi la mano chi avrebbe mai ritenuto possibile commuoversi di fronte a Rubinho. Bè, la smentita arriva da qui, da questo motorhome Williams sotto la pioggia di Spa. Riempito che neanche l’Hollywood a capodanno, con tutto il paddock a festeggiare i 300 di Barrichello.

Ecco, vederlo con gli occhioni lucidi, la maglietta commemorativa (larga!), il sorrisone fisso e i parenti incatenati al calice alto è stato commovente. Lui davanti alla mega torta fatta a Giro dell’oca, con i fumetti dei momenti migliori dal via (1993) in su. Lui con il papà che è lui un po’ più grande, con la sorella che è lui con la parrucca, per uno stampo di casa che nemmeno i Simpsons. Continua a leggere