Casey, regalaci un sogno

I sogni aiutano a rendere più bella la vita, anche se poi la realtà arriva a bussare alla porta. Ma per tutti gli appassionati che il prossimo week-end dormiranno davvero pochissimo per via del fuso orario con l’Australia, il sogno è servito: rivedere all’opera Casey Stoner. L’occasione ci sarebbe, la Honda RC213V ferma nel box del team di Lucio Cecchinello a causa dell’incidente di Stefan Bradl a Sepang. Perché SI? Perché in una MotoGP ormai povera di fantasia e troppo legata ai millesimi decisi dai microchip, sarebbe come prima cosa un colpo mediatico di sicuro effetto, per Cecchinello poi, che ricordiamo ha lanciato Casey nel mondiale, sarebbe una gara che da sola fa stagione, con gli sponsor a fregarsi le mani.  Continua a leggere

Gobmeier, l’uomo nuovo

Dovizioso a parte è Bernhard Gobmeier il vero uomo nuovo della Ducati. E positivo, propositivo, già integrato, alla prima impressione piace e ci piace. Non fatevi ingannare dal fatto che la Ducati parta per il 2013 con il modello 2012 che non è affar suo se non dall’8 gennaio (data del suo insediamento in Ducati) e se non come base da cui partire. E’ possibile che non intenda fare -come dice- quella “rivoluzione che distrugge” preferendo “un’evoluzione che costruisce”, ma non significa affatto che sotto la sua guida le cose al Reparto Corse Ducati e sulla moto non debbano cambiare. Sta esplorando Bernhard Gobmeier, con l’occhio dell’ingegnere e l’attenzione del manager all’organizzazione del lavoro.  Continua a leggere

La “rivincita” di Pedrosa

Sembra che Pedrosa si stia riprendendo con gli interessi tutto quello che la sfortuna gli ha portato via in passato; che abbia fatto un tuffo a bomba nell’acqua di Lourdes, che il vero pilota senza rivali adesso sia proprio lui, non Stoner o Lorenzo. Anche se facilmente perderà il mondiale. Perché il suo contropiede è cominciato un po’ tardino, quando si è sentito libero da Stoner costretto a casa prima e dietro poi dall’infortunio e dalla convalescenza. Continua a leggere

Classe di ferro

La MotoGP attuale, con Pedrosa, Lorenzo e Dovizioso, sembra una questione generazionale. Il podio di Aragon ne è la dimostrazione. Quelli che vincono, quelli che sul podio ci vanno, quelli che fanno la differenza, gli attuali fenomeni, sono tutti prodotti dello stesso periodo, quelli che si son scontrati tra loro da ragazzini, che hanno corso insieme in 125 e in 250; coi vecchi motori a due tempi che continuano a sembrare la scuola motomondiale migliore. Pedrosa,  Lorenzo e Dovizioso, ma anche l’assente Stoner, tutti nati tra l’85 e l’87, si conoscono e si misurano tra loro da un vita. Continua a leggere

Effetti devastanti

Consumato il divorzio ora toccherà valutare l’entità delle conseguenze, dei danni che produrrà inevitabilmente una delle unioni peggio riuscite nella storia degli sport motoristici. Nel biennio rossiano la Ducati ha consumato energie tecniche, umane e finanziarie per assecondare senza successo le richieste del pilota. Allo stesso tempo Valentino è stato sottoposto ad uno stress psicologico fuori dalla norma e ora dovrà recuperare in fretta l’attitudine a lottare per il podio, dopo aver remato per mesi a centrogruppo. Continua a leggere