Pedrosa sul pero

Rossi ringrazia Ducati per l’interessamento, ci sta che rifletta, ma afferma di progettare ancora un futuro con Yamaha sperando che Furusawa, dato per pensionabile, rimanga nel suo ruolo almeno in MotoGP come fosse una questione essenziale. 

Lorenzo tendenzialmente pensa uguale (eccetto sul caso Furusawa), ma non si dimentica di aggiungere un “mai dire mai” che tiene aperto tutto, mentre Stoner parla di scelta non facile. Il gioco è partito, partito presto magari, ma è partito. E chi sa giocare comincia da qui a farlo nel miglior modo possibile, osservando, ascoltando, evitando di farsi beccare, ragionando, prendendo un po’ di tempo per capire i valori sul campo di una stagione che disgraziatamente ancora non è decollata. 

Ecco insomma facce belle, piloti interessati e stimolati, sorrisi furbetti, gente che ha voglia di scherzarci su e diplomazia a manetta in attesa della pista, delle prove, della gara.  Il solo Pedrosa sembra rimasto sul pero.  Continua a leggere

Prepariamoci

Stagione finita, Rossi campione del mondo, ma a secco di vittoria per quattro gare consecutive. Stoner torna più forte di prima e c’era anche da aspettarselo perché prima stava male e adesso sta proprio bene. Poi Lorenzo invariato nella sua caparbietà che l’ha reso vincitore prima e sconfitto, con dignità, poi.

Quindi Pedrosa, a dispetto di una vittoria meravigliosa nell’ultima gara, che è un po’ l’anello debole della straordinaria catena.

E’ difficile pensare ad una MotoGP del 2010 che sia radicalmente diversa da quella che abbiamo appena visto. Ci auguriamo che aumentino i sorpassi, perché un solo passaggio memorabile come quello di Barcellona all’ultima curva di Rossi su Lorenzo, nell’economia di otto mesi di corse è troppo poco. Ci auguriamo, anzi lo sospettiamo con forza, che Ben Spies sia uno pronto per avvicinarsi ai quattro. Continua a leggere

Personaggismi

Rossi centra la pole perfetta: cattiva e distruttiva, in extremis e i tedeschi fan festa rumorosi ed entusiasti ancor prima di sapere come andrà la gara. Qui in Germania, come in Francia, in Olanda, negli Stati Uniti, in Inghilterra e persino in Spagna e in Australia, non prendono Italia Uno. Non leggono Sportmediaset. Non c’è insomma il rischio paventato da alcuni che la gente che segue le corse in moto sia orientata a credere ciecamente e ottusamente in Valentino Rossi.

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