Alonso, stavolta hai sbagliato

McLaren driver Fernando Alonso of Spain drives his car during the qualifying session at the Formula One Japanese Grand Prix in Suzuka on September 26, 2015.   AFP PHOTO / TOSHIFUMI KITAMURASiamo alle prese con un pilota dal talento smisurato, uno dei più grandi nella storia di questo sport. Eppure Fernando Alonso rischia di chiudere la sua carriera con 2 soli titoli mondiali vinti a metà degli anni Duemila con la Renault. Una situazione paradossale, alla quale il carattere e le parole di Fernando hanno contribuito in maniera inversamente proporzionale alle eccezionali prestazioni in pista. L’ultima esternazione è fresca di giornata. Che il pacchetto  McLaren Honda sia il progetto più infelice partorito dalle parti di Woking è un dato di realtà sottolineato dai risultati. Continua a leggere

Red Bull, la resurrezione

Il genio del muretto ha colpito ancora. Dentro una stagione che alla Red Bull non aveva mai offerto gli ottimi segnali del recente passato, è stato ancora una volta Adrian Newey a rintracciare la formula del successo. Insomma alla Red Bull hanno avuto una velocità di reazione non comune, che poi Sebastian Vettel ha saputo scaricare sull’asfalto. Una resurrezione arrivata dopo la brutta figura rimediata a Monza, quando Alonso pareva ormai irraggiungibile.
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Piano Schumi

C’è chi non gli ha mai perdonato il rientro e va bene, ma questo secondo addio ha un grave errore di gestione: doveva arrivare prima dell’annuncio Hamilton-Mercedes! Perché non l’ha fatto prima? “La notizia (di Hamilton) mi ha aiutato a scegliere”, sono le parole ufficiali in conferenza planetaria di Schumacher, ma non ci crede nessuno. Non è possibile che non sapesse, tanto che anzi i piani alti di Stoccarda lo tenevano costantemente informato sulle telefonate con alternative per il 2013.
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Alonso Texas Hold’em

Gli anni passati al tavolo verde si vedono tutti. Perché Alonso ha un’abilità a bluffare pari a quella di guida. Non può non temere queste dannate Red Bull, dietro alle quali non riesci neanche a stare, ma che fa? Ride, scherza e riempie le conferenze di ottimismo e tranquillità. Che le vedesse Webber, le conferenze, se la farebbe sotto. Questo per dire che, adesso che viene il bello, bisogna giocarsi tutto, compresa la faccia di tolla e l’abitudine ad aver
la palla buona durante la finale dei Mondiali. Se da un lato puramente tecnico la blu e il mascellone si meriterebbero oggettivamente il titolo, dal lato psicologico/sgamato c’è questo torello asturiano che può scombussolare i piani. Continua a leggere