Diametralmente opposti

Si fa presto a cambiare tutto. Molto presto, troppo presto. Dal sabato alla domenica di gara, i giudizi su Rossi e la Ducati sono costretti a lasciarsi rovesciare dal solito risultato: con il quinto posto la sua è la miglior Ducati al traguardo. Ed è anche il suo miglior risultato dell’anno sull’asciutto. Niente di che per la verità, non fosse che il tutto fa a pugni con le critiche per il secondo e due decimi rimediato in qualifica, risultando decimo mentre Barbera (con Ducati vecchia) e Hayden (con moto uguale), partivano in prima e in seconda fila, lasciando a Rossi la responsabilità di spiegare quello che pareva un fatto personale tra lui e lui, o tra lui e la moto. Continua a leggere

Le squadre zoppe

Vettel è magnifico, Button è sorprendente, Alonso è un martello. Va bene, ma gli altri tre?

Webber, compagno di Vettel è imbarazzante; Hamilton, compagno di Button è svaporato; Massa, compagno di Alonso è evaoprato. Tre squadre zoppe, tre secondi piloti di talento ingabbiati per ragioni diverse in altrettante nubi. Il tutto per un panorama deprimente. Il divario tra i due piloti Red Bull pare troppo ampio, pur considerando il lungo momento felicissimo di Sebastian, qualche scelta del team a lui favorevole. Ma Webber è l’ombra del pilota che un anno fa ha lottato per il titolo, non imbrocca una partenza, un ritmo decente se non nel finale di troppe corse. Continua a leggere

Rossi ci mette la faccia

Premessa:
1) Quello che guidava la Ducati prima di lui ora vola in sella alla Honda.
2) Il suo ex compagno di squadra con la sua ex moto è in testa al mondiale.
3) C’è un altro pilota italiano che va forte e rischia di rubargli la scena.
4) La miglior Ducati sulla griglia è quella di Karel Abraham, sesto.
5) Lui è 13°, staccato di 3 secondi e 761 millesimi dalla pole position, a un secondo e sei decimi dal sopracitato Abraham.

Purtroppo si tratta di Valentino Rossi, alle prese con il peggior fine settimana della sua carriera quando tutti eravamo in attesa di un altro sensibile cambio di passo. Continua a leggere

Alonso, il senso del leader

Comunque vada a finire considero questo l’anno più bello della mia carriera“.

Una frase che Fernando Alonso ha pronunciato alla vigilia di uno dei momenti più complicati da quando corre in Formula 1.

Da una parte c’è la consapevolezza di una missione ai limiti dell’impossibile perché recuperare 14 punti su Webber e trovarsi alla stessa quota di Vettel non rende certo facile il compito di Nando.

Dall’altra siamo alle prese con una sorta di dichiarazione di amore e di amicizia nei confronti della Ferrari, degli uomini che compongono il gruppo in rosso. Continua a leggere

Il gioco vale la candela

Rossi c'è, anche di lunedì

Rossi c

Una pioggia memorabile ha portato ad un temporale ideologico sul merito di una corsa spenta sul nascere, ma che va recuperata.

Farlo in Qatar con un giorno di ritardo è razionalmente la soluzione più plausibile. A smenarci sono i liberi professionisti, quelli che si pagano viaggi e alberghi. A guadagnarci, forse, un sistema che sta provando a lottare con la crisi e non intende certo picchiare la faccia al primo GPContinua a leggere