Vettel e i gufi

Il biondino ride. Ride in continuazione dopo aver smesso di piangere sul podio di Abu Dhabi. Lacrime di gioia anche quelle, comunque. Da allora Sebastian Vettel ha festeggiato il titolo vinto e poi, senza soluzione di continuità. sembra abbia cominciato a festaggiare il secondo titolo consecutivo, titolo che conta di vincere alla fine del 2011, titolo che in molti considerano una questione risolta.

Come dimostrato dal GP Australia, del resto: un monologo. Quindi, che fare? Semplice: gufare. Continua a leggere

Primi e secondi

Il primo, tra i primi, si chiama Vettel Sebastian. Ha chiuso il mondiale 2010 con un kolossal, ha aperto il mondiale 2011 con un assolo da vera star.

Poi, a Melbourne, abbiamo avuto il primo della McLaren, Hamilton Gino, capace di scaricare in pista e fuoripista quel talento magnifico che possiede. Poi, a Melbourne, abbiamo avuto il primo della Ferrari, Alonso Nando. E’ partito con qualche problema di fuso orario, poi ha usato i muscoli. Continua a leggere

Duro e più duro

Tra i due ci sono sei anni. Ventinove per Alonso, ventitre per Vettel. Luglio per entrambi, giorno 29 e quindi segno del Leone per Fernando, giorno 3 e quindi Cancro per Sebastian. Non si filano più di tanto ma sono stati a stretto contatto lungo una stagione memorabile. Alla fine ha vinto il tedeschino della Red Bull e dentro il gran finale di Abu Dhabi, così come per l’intera stagione al trionfo dell’uno corrisponde un errore o meglio un regalo dell’altro. Sono risorte le speranze di Alonso dopo il motore saltato a Vettel in Corea, hanno preso corpo le speranze di Vettel nell’ultima notte Mondiale dopo un errore strategico della Ferrari decisivo. Quindi, alla fine di un conto infinito di punti persi o raccolti per caso dai piloti in lotta per il titolo, non sorprende che il titolo l’abbia conquistato un campione irriducibile a bordo della macchina migliore. Continua a leggere

La rincorsa continua

La rincorsa è tutt’altro che finita. Quattordici punti da recuperare. Tre gare da correre così come ha corso le ultime tre, vale a dire senza errori, con un rendimento altissimo. E’ questo il nodo sul quale si balla la stagione di Alonso, una stagione caratterizzata, per tutti, da acuti e da tonfi inattesi e clamorosi. C’è l’incognita Corea, una pista non a posto, ignota a tutti, poi il Brasile che è terreno di caccia Ferrari da anni. Sarà proprio quella di San Paolo la gara decisiva perché si trattarerà di recuperare allora, prima di arrivare all’ultimo atto di Abu Dhabi, dove – per sperare – servirà essere assai più vicini al leader del campionarto allo scopo di farla fuori sulla tenuta nervosa. Continua a leggere

Sotto chi tocca

Davanti ci sono Hamilton e Webber. Dietro ci sono Vettel e Alonso. Non c’è alcuna casualità nell’immagine che offre la classifica del Mondiale perché, semplicemente, Hamilton e Webber hanno offerto sin qui una qualità eccellente. Sbagliano, hanno sbagliato e sbaglieranno pure loro ma in una stagione in cui a sbagliare sono quasi tutti, Hamilton e Webber hanno conquistato per meriti propri le posizioni migliori per la volata. Continua a leggere