Ciliegine sulle torte

La Ferrari? Bella, caspita, bellissima. La Mercedes? Elegante e minacciosa. La Sauber? Un po’ trista ma evoluta, persino moderna per essere svizzera. E la Renault con sponsor Lotus, nera e oro, uno spettacolo, in attesa di capire come faranno i piloti a respirare con una tuta tanto tetra, con due scarichi messi lì a bordo casco, roba da torrido stabile anche durante questi primi test invernali. Continua a leggere

La scelta di Vale

Il famoso test, quello che potrebbe aprire una nuova era, si è fatto. E meno male che si è fatto ora a Valencia  e non a febbraio in Malesia. Sarebbe stato troppo tardi davvero, considerando la quantità di cose che Valentino ha dovuto provare e digerire, alcune peraltro anche senza digerirle. L’aspettativa era alta, altissima, forse troppo. Anzi, il più sorprendente di tutti è stato proprio Rossi, che ha lavorato con mentalità da test e approccio da collaudatore. Non nascondiamoci però dietro ad un dito: è vero che non bisognerebbe guardare il cronometro, come da indicazione della vigilia, ma se invece uno ci fa caso (e ci fa caso) il test è andato male e suggerisce una sensazione di vera fatica a trovare la strada con immediatezza. Si è scoperto ufficialmente che fra la Yamaha fatta a sua immagine e somiglianza e la Ducati ci sono differenze importanti. Il motore dell’italiana spinge di più, il posteriore attacca meglio sull’asfalto, caratteristiche che gli piacciono da matti. L’anteriore invece è quello che a Rossi pare il vero punto debole. Continua a leggere

E’ finito, si ricomincia

Valencia è stato qualcosa di più del solito ultimo giorno di scuola. Valencia è stata piuttosto un’occasione per dare libero sfogo ai buoni sentimenti dopo un anno di rabbie, rivendicazioni e tigne qua e là. Rossi, dopo aver fatto terzo,  e i suoi hanno detto bye bye baby alla Yamaha che è stata senza dubbio per loro, tutti, la miglior avventura della carriera.

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Perché Vale ci prova

Perché è un motociclista, un pilota e non è diverso da tutti i suoi colleghi. Anzi, è esattamente la stessa cosa. Perché quando c’è di mezzo quel gustoso fatto del correre, vivere il paddock, continuare nella normalità a cavalcare la propria passione, i piloti hanno una fretta speciale. Non c’è un mondiale da vincere, ma un vuoto da riempire che a maggior ragione è più vuoto per Rossi che scalpita rispetto a quanto non lo sia per i telespettatori e i suoi tifosi. Continua a leggere

Alla canna del gas

E’ piuttosto comico assistere a questi test catalani. Da una parte ti senti un pirla, incapace di capire chi fa cosa; dall’altra ti senti un figo vista l’ossessione che hanno i team nel coprire e schermare le macchine, convinti che basti un colpo d’occhio dei nostri per decifrare l’hi-tech. Continua a leggere