F1, se paghi ci sei

Immaginate un giovane Usain Bolt costretto a pagare per partecipare alle Olimpiadi, il piccolo Rafa Nadal cacciare il grano per entrare nel tabellone del Roland Garros, l’imberbe Messi cercare uno sponsor per giocare nel Barcellona. Roba impossibile nel mondo normale, ma al mondo normale non appartiene più da tempo la Formula 1. Accade così che oltre la metà dei volanti a disposizione abbia un prezzo, nel senso che se vuoi correre devi pagare. L’ultimo caso riguarda la Caterham. Continua a leggere

I paracarri della vergogna

L’anno scorso in Bahrain Trulli aveva fatto la pole position con la Toyota, adesso Jarno con la Lotus becca tra i 5 e i 7 secondi al giro. Eccolo il risultato della Formula 1 secondo Max Mosley. Mettere in pista delle vasche da bagno dotate di ruote giusto per fare numero, allungare lo schieramento di partenza e aggiungere colore. Scherzi a parte siamo alle prese con una situazione vergognosa per chi ha deciso di accettare l’esibizione di Lotus, Virgin, e della HRT, acronimo di Hispania Racing Team.
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Due rebus per la Ferrari

Una Ferrari che torna a vincere, una Ferrari che resta in coda. Due estremi, due temi. Entrambi delicati. Raikkonen, che sembra rinsavito dopo l’incidente di Massa, (non certo per un cambio di atteggiamento o di attenzioni della Ferrari, sia chiaro) doveva essere tagliato nel 2010. Il suo destino ora è incerto perché la Ferrari non sa quando Massa tornerà a correre e cosa accadrà nel momento in cui Felipe si ritroverà su una Formula 1.

Quindi, la posizione di Kimi resta congelata. Molto dipenderà dalla visita che farà Massa lunedì pomeriggio a Miami perché se i medici daranno il via libera ad un ritorno in pista entro la fine del Mondiale, magari in Brasile a metà ottobre o a Abu Dhabi il primo novembre, sarà possibile verificare e decidere entro fine anno chi affiancare ad Alonso nel 2010. Con la possibilità di poter schierare una terza macchina, il che semplificherebbe molte cose. Anche, eventualmente in funzione di un ritorno di Schumacher, sempre ammesso che Massa stia bene e che Raikkonen vada altrove. Alla Renault, secondo noi, oppure alla McLaren. Continua a leggere

Le gioie terribili

E’ un piacere veder sorridere Fisichella e Trulli, soprattutto su una pista così, buona per gente tosta.

Quindi, con gratitudine e rispetto ci permettiamo di osservare quanto segue. Force India, Toyota e BMW occupano a sorpresa, per la prima volta in assoluto i primi tre posti della griglia. Sono tre squadre nei guai.

La Force India è sopraffatta dai debiti e dai creditori; la Toyota è sull’orlo del ritiro dalla Formula 1, la Bmw ha già annunciato l’abbandono. Ora, abbiamo fatto troppi chilometri sui marciapiedi della F1 per non avvertire uno strano olezzo. Continua a leggere

L’onestà misura le persone

Lewis Hamilton

Lewis Hamilton

Per un punto soltanto. La Mclaren va dritta sotto processo il 29 aprile per un misero punto. Più che un peccato di avidità una follia senza senso. Sì perchè per così poco il team di Woking rischia nell’ordine: la squalifica, di vedersi annullati tutti i punti del mondiale costruttori e di quello piloti, di dover saltare una o più gare o – se gli va bene – una multa. La domanda in questo momento è: cosa induce ad una così insana decisione ovvero come può un team esporsi così tanto per così poco? Soprattutto come si può ritornare a fondo a meno di due anni dall’uragano spy-story? Continua a leggere