Marquez è diventato grande

Diventa campione e adulto in un giorno solo Marc Marquez. Lo fa con la gara più saggia e sensata della sua vita. Sa che si gioca il mondiale e non cede alla seduzione di vincere a tutti i costi, di essere sul gradino alto del podio, che sarebbe il finale perfetto. E’ grande nel momento in cui non cede alla foga, all’adrenalina inevitabile, ma guarda. Sta a distanza minima e studia Pedrosa e Lorenzo che si prendono a cornate, il primo per l’onore di giornata, il secondo sperando in un titolo che va contro alla logica, come ammette a fine gara. Tiene appesi tutti e se’ stesso e alla possibilità di una mossa alla Marquez ma poi alza la testa, ragiona e apre la strada al compagno di squadra con una mitezza che non fa parte del suo repertorio. Continua a leggere

La Fia e il caos ala posteriore

Ci pensa la Fia a semplificare le domeniche dei telespettatori. L’ultima trovata? Eccola.
Capitolo ala posteriore mobile, già incasinato in sè. Bene: la Federazione ha informato le squadre che esisterà un’Area di sorpasso negli ultimi 600 metri del principale rettilineo delle singole piste del mondiale. Area in cui, appunto, si potrà usare la suddetta ala per facilitare i sorpassi. E’ tutto? Ma va, ora inizia il bello. Continua a leggere

Ciliegine sulle torte

La Ferrari? Bella, caspita, bellissima. La Mercedes? Elegante e minacciosa. La Sauber? Un po’ trista ma evoluta, persino moderna per essere svizzera. E la Renault con sponsor Lotus, nera e oro, uno spettacolo, in attesa di capire come faranno i piloti a respirare con una tuta tanto tetra, con due scarichi messi lì a bordo casco, roba da torrido stabile anche durante questi primi test invernali. Continua a leggere

La scelta di Vale

Il famoso test, quello che potrebbe aprire una nuova era, si è fatto. E meno male che si è fatto ora a Valencia  e non a febbraio in Malesia. Sarebbe stato troppo tardi davvero, considerando la quantità di cose che Valentino ha dovuto provare e digerire, alcune peraltro anche senza digerirle. L’aspettativa era alta, altissima, forse troppo. Anzi, il più sorprendente di tutti è stato proprio Rossi, che ha lavorato con mentalità da test e approccio da collaudatore. Non nascondiamoci però dietro ad un dito: è vero che non bisognerebbe guardare il cronometro, come da indicazione della vigilia, ma se invece uno ci fa caso (e ci fa caso) il test è andato male e suggerisce una sensazione di vera fatica a trovare la strada con immediatezza. Si è scoperto ufficialmente che fra la Yamaha fatta a sua immagine e somiglianza e la Ducati ci sono differenze importanti. Il motore dell’italiana spinge di più, il posteriore attacca meglio sull’asfalto, caratteristiche che gli piacciono da matti. L’anteriore invece è quello che a Rossi pare il vero punto debole. Continua a leggere

E’ finito, si ricomincia

Valencia è stato qualcosa di più del solito ultimo giorno di scuola. Valencia è stata piuttosto un’occasione per dare libero sfogo ai buoni sentimenti dopo un anno di rabbie, rivendicazioni e tigne qua e là. Rossi, dopo aver fatto terzo,  e i suoi hanno detto bye bye baby alla Yamaha che è stata senza dubbio per loro, tutti, la miglior avventura della carriera.

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