Effetti devastanti

Consumato il divorzio ora toccherà valutare l’entità delle conseguenze, dei danni che produrrà inevitabilmente una delle unioni peggio riuscite nella storia degli sport motoristici. Nel biennio rossiano la Ducati ha consumato energie tecniche, umane e finanziarie per assecondare senza successo le richieste del pilota. Allo stesso tempo Valentino è stato sottoposto ad uno stress psicologico fuori dalla norma e ora dovrà recuperare in fretta l’attitudine a lottare per il podio, dopo aver remato per mesi a centrogruppo. Continua a leggere

Con testa e senza testa

Stoner
Riaccendere Stoner significa anche correre il rischio di vedergli fare qualche asinata. L’australiano è fatto così:  se è in down, checchè ne dica lui, non vince. Se invece entra nella fase della motivazione feroce non ce n’è per nessuno. Per qualsiasi pilota della terra arrivare secondo nella gara tedesca, con Pedrosa davanti che andava come un tornado, sarebbe stato in pratica un investimento di buonsenso. Perchè lo richiede il mondiale, perchè una settimana prima aveva avuto da Lorenzo la dimostrazione pratica che è un attimo buttare nella pattumiera tutto quello che si è messo da parte. Continua a leggere

Rossi, pazienza e fiducia

Riprendiamo il discorso: tra un braccio steso lungo il corpo e un braccio teso all’altezza della spalla ci sono 90 gradi. Ecco, addì 11 gennaio Valentino Rossi arriva a 50 gradi massimo e poi ti sfodera la smorfia di uno sforzo che non si vince, e il suo braccio casca giù. In carena su una moto da corsa così non ci si può stare ed è certamente un pugno nello stomaco per chi in queste settimane di silenzio assoluto si era fatto un film che invece non c’è. Continua a leggere

La resa di Valentino


di Alberto Porta

Nella gara in posto nuovo che ha rivisto la Ducati in posto giusto, che ha ridato vita al campionato grazie ad un Pedrosa consistente e un Lorenzo evanescente, abbiamo assistito alla resa del campione. Un percorso fatto di pista e di autoanalisi che si è spalmato sulle gare del ritorno dall’infortunio, sei gran premi che hanno fruttato dopotutto due podi e 79 punti, ma che si è concluso ad Aragon con una consapevolezza che sa, come detto, di resa.

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