Io sto con Vettel

Io sto con Vettel. Non solo perchè la manovra su Webber è stata un lampo di luce nel Gp di Malesia, una dimostrazione di come si fa sport (che non dovrebbe essere mettersi d’accordo sul risultato). Sto con Vettel perché nonostante i suoi 25 anni ha abbastanza personalità per ribadire la sua scelta, ovvero quella di attaccare e giocarsela sempre. Ok, è forte di tre titoli mondiali ma potrebbe cedere all’ipocrisia, dire la cosa corretta, quella che è unanimemente considerata ‘giusta’ solo per piacere di più. Non lo fa perché non gli importa piacere a tutti i costi e anzi infila una serie di frasi che lo faranno odiare ma credo mostrino le sue spalle larghe.  Continua a leggere

Il Gran Premio “comandato”

Dalla giornata delle comunicazioni male interpretate, inascoltate, magari non udite, ma anche di quelle ben comprese e rispettate, viene fuori una Formula Uno che, se non vuole che le settimane tra un gran premio e l’altro vivano solo di polemiche e recriminazioni, deve darsi una regolata. In pista c’è gente il cui cuore per un’ora e mezza pompa a 200 battiti al minuto, il cui cervello ha pochi centesimi per calcolare una mossa e metterla in pratica. Ragazzi pronti, allenatissimi, che guidano e vengono guidati.  Ecco, appunto, forse sta qui il granello di sabbia che qualche volta finisce nell’ingranaggio. Continua a leggere

Webber-Ferrari, le ragioni di un “no”

Nel giorno del rinnovo del contratto con la Red Bull, Mark Webber ha ammesso finalmente che esisteva una trattativa per passare alla Ferrari nel 2013. Nell’eventualità si sarebbe trattato di una stagione appena in attesa dell’arrivo di Sebastian Vettel. Ma all’ultimo Webber ha deciso di restare dov’è. Una scelta dettata da due motivazioni. Continua a leggere

Una gara-omaggio

A furia di fare il padrone, Vettel ha perso qualche abitudine comune ad altri. Tipo beccare un gavettone mentre ti trovi in testa, tipo arrendersi ai box causa guasto, tipo concedere il centro del palcoscenico a dei colleghi, tipo andare a raccontare cosa ti è capitato anche se l’umore è scuro scuro.

A furia di gufare questo ragazzo trasportato da un talento magnifico e da una machina perfetta, è arrivato un pizzico di rogna pure per lui. Robetta, visto che il filotto smaltato si è protratto da gara uno a gara 17, un numero del quale si poteva diffidare. Continua a leggere

Le squadre zoppe

Vettel è magnifico, Button è sorprendente, Alonso è un martello. Va bene, ma gli altri tre?

Webber, compagno di Vettel è imbarazzante; Hamilton, compagno di Button è svaporato; Massa, compagno di Alonso è evaoprato. Tre squadre zoppe, tre secondi piloti di talento ingabbiati per ragioni diverse in altrettante nubi. Il tutto per un panorama deprimente. Il divario tra i due piloti Red Bull pare troppo ampio, pur considerando il lungo momento felicissimo di Sebastian, qualche scelta del team a lui favorevole. Ma Webber è l’ombra del pilota che un anno fa ha lottato per il titolo, non imbrocca una partenza, un ritmo decente se non nel finale di troppe corse. Continua a leggere