Il nuovo presidente della Federazione Internazionale, Jean Todt, somiglia molto al vecchio, Max Mosley. Non a caso era il candidato prescelto per la successione. Per la quale il francese ha mobilitato persino Schumacher, più una serie di personaggi più o meno decisi. La sua elezione era scontata e non elimina e perplessità di chi spera che la Federazione Internazionale cambi segno, che esca da maneggi costanti e oscuri, che faccia politica sportiva illuminata, che la finisca di offrire una commistione tra interesse privato e pubblico ufficio.Jean Todt ha un passato glorioso come manager sportivo (grazie a Schumi, soprattutto) ma deve dimostrare di essere capace di fare altro, adesso, di portare modernità, disinteresse e amore per lo sport. A costo di cambiare radicalmente i meccamismi propri della FIA, le cui decisioni vengono prese a quanto sembra da una comitiva di persone a loro volta interessate a recuperare vantaggi politici favorendo il presidente. Todt si trova davanti un panorama devastato, sia sul fronte dei rapporti con i costruttori, sia sulle gestione delle regole (quali? Nessuno lo sa più), sia sul versante dell’immagine. Spetterà a lui raddrizzare un andazzo scandaloso, toccherà a lui, probabilmente, riprendere in mano la questione Briatore in relazione o meno all’esito della causa portata avanti dal tribunale francese. Vedremo. Anche se avremmo preferito vedere altro: un giovane presidente eletto da una assemblea che non ne può più di vedere la Federazione sui giornali solo perché citata in un tribunale. Un uomo per nulla legato a Mosley, ai suoi eccessi, ai suoi scellerati abusi di potere.
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Anonimo - 18/04/2010
FznRxqv
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Jack Daniel - 26/10/2009
X kingmarzio.Quello che dici,accadde davvero,ma Todt stava facendo un’altro lavoro; il Team Principal della Ferrari.
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gerardo - 26/10/2009
caro giorgio terruzzi purtroppo o con todt o con altri la storia non cambia…chi occupa un posto del genere deve innanzitutto essere un buon politico (e i politici si sa fanno tutto il contrario di quello che dicono). quindi… per quanto riguarda briatore forse sarebbe il caso di lasciarlo lì dov’è: in sardegna lontano dalla f1.
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marco80 - 26/10/2009
penso che l’elezione di todt sia truccata!!!!!! non è stata un elezione regolare!!!!! per me la fia rimarrà
come prima!!!!!!
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kingmarzio - 26/10/2009
Cosa ci si aspetta dal nuovo presidente FIA? Penso che tutti risponderemmo “più spettacolo e meno politica”.
Bene, Todt è l’antitesi di questa filosofia.
Ha sempre dato ordini di scuderia, vedi Gp Austria quando rubò la vittoria a Barrichello per dare 2 punti in più del tutto non necessari a Schumacher.
Ha sempre sfruttato la politica quando non riusciva a vincere in pista, vedi la vicenda Mass Dumper del 2006, vedi la penalizzazione ad Alonso di Monza 2006, vedi soprattutto Indianapolis 2005 quando ritenne più opportuno vincere un GP con ben 6 monoposto in pista…
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Filippo - 25/10/2009
perdonate l’ignoranza…
ma tutti dicono che con todt non cambierà nulla rispetto a quello che è stato con mosley, ma perchè? cosa ha fatto di male todt?
ripeto io su quest’argomento sono disinformato pertanto mi piacerebbero delucidazioni
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Enrico - 25/10/2009
La F1 è un ottimo sonnifero per delle belle dormite sul divano ……. che noia ….. meglio un bella gara di cart fatta da ragazzini, almeno c’è vera competizione. Credo che con Todt non cambi niente. Viva la moto.
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msc - 24/10/2009
sono d’accordo con jack daniel.
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Jack Daniel - 24/10/2009
X Bay 82.Todt 135 voti Vatanen 45.Il risultato parla da solo.La Ferrari non godrà nè di vantaggi e neanche di sfavori.Il capitolo con la scuderia è chiuso e non vedo perchè Alonso dovrebbe essere ancora considerato in quei termini.Si tratterebbe di un pilota come gli altri.Passi per l’appoggio di Mosley,ma Todt non è uno sciocco.
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Alessio - 24/10/2009
Perchè la Brawn è stata disegnata e sviluppata con il concetto del doppio diffusore un anno prima di tutte le altre squadre proprio da Ross Brawn.
Renault Ferrari McLaren e le altre che avevano interpretato il regolamento in maniera meno “aggressiva” ci hanno messo un sacco di tempo per riuscire a recuperare il gap, senza riuscirci nemmeno così tanto bene.
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