Prepariamoci

Stagione finita, Rossi campione del mondo, ma a secco di vittoria per quattro gare consecutive. Stoner torna più forte di prima e c’era anche da aspettarselo perché prima stava male e adesso sta proprio bene. Poi Lorenzo invariato nella sua caparbietà che l’ha reso vincitore prima e sconfitto, con dignità, poi.

Quindi Pedrosa, a dispetto di una vittoria meravigliosa nell’ultima gara, che è un po’ l’anello debole della straordinaria catena.

E’ difficile pensare ad una MotoGP del 2010 che sia radicalmente diversa da quella che abbiamo appena visto. Ci auguriamo che aumentino i sorpassi, perché un solo passaggio memorabile come quello di Barcellona all’ultima curva di Rossi su Lorenzo, nell’economia di otto mesi di corse è troppo poco. Ci auguriamo, anzi lo sospettiamo con forza, che Ben Spies sia uno pronto per avvicinarsi ai quattro. Continua a leggere

Questa F1 che perde i pezzi

Dopo la Honda, dopo la Kawasaki, dopo la Bridgestone, si ritira la Toyota. Niente più Formula 1, causa crisi internazionale. Una crisi che in Giappone viene vissuta con ansie particolari. Ma i cocci cominciano ad ammassarsi sulla pista e rappresentano anche il conto di un anno scellerato la cui responsabilità è per buona parte del vertice federale che ha tralasciato di ragionare per fare braccio di ferro con i costruttori. Continua a leggere

Quel muro che piace

E’ stato uno dei temi caldi di inizio stagione, una fonte di chiacchiera , di riflessioni intelligenti e di sciocchezze memorabili. Il muro. Il muro che separava Lorenzo da Rossi o Rossi da Lorenzo se preferite, è rimasto lì e a conti fatti non ha prodotto alcun male. E’ la stessa ammissione di Rossi ad illuminarci sul fatto che la difficoltà più grossa del 2009 sia stata quella di avere il principale rivale nello stesso garage. E questo già spiega in parte la legittimità di una diaframma di cartone a separare ambiti di concentrazione analoghi per due piloti spinti verso lo stesso obiettivo. Continua a leggere

Fisico per Schumi

Non è riuscito a cavare una soddisfazione ed era prostrato, deluso e depresso. L’avventura di Giancarlo Fisichella in rosso pare semplicemente deludente, risultati alla mano. Anche se merita qualche approfondimento. Primo: non ha alcun senso paragonare Fisico a Badoer, a dispetto dell’apparenza. Intanto ci sono i tempi sul giro, abbondantemente dissimili, poi il rendimento in gara, confrontato con quello dei rivali e del compagno di squadra. Stiamo parlando di differenze minime e in qualche caso analoghe, di differenze assai ridotte anche in qualifica, dentro griglie di partenza basate sui decimi di secondo.

Continua a leggere