Prima e ultima

Altro che il “team più bilanciato del mondiale” per dirla, con gentilezza, alla Valentino. La Yamaha è un team dove l’Inter e il Milan, per capirci, giocano l’una contro l’altra.

Quella di Le Mans è una gran scoppola per Rossi. Un gran segno che Lorenzo manda a tutti e su tutti a se stesso.

Maturato, molto, veloce, concreto, intelligente nella strategia e nella sua interpretazione.  Tutto ciò accade a due settimane dalla missione di Jerez, quando l’obiettivo di Rossi era quello di stroncare le inziative di Lorenzo sul nascere, anche per non avere ingombri nei Gp Successivi. Continua a leggere

Ora parliamo di moto!

La solita scena, che si ripete ogni anno dal primo test di Rossi sulla Ferrari. Lui arriva nella sala stampa del motomondiale e attorniato dai giornalisti italiani, indossando un’espressione mista tra lo sbigottito e il sorpreso, risponde preparato al domandone: è vero che ti interesserebbe la Ferrari? Che tu interessi a loro?

La gara di Le Mans diventa così un orpello ingombrante tra questioni più serie, tipo la Ferrari appunto. Alla quale, ci risulta, Valentino ha già detto un no quando la questione fu veramente cruciale e la sua carriera fu davvero ad un bivio. Non sa dire di no, non sa fare lo scocciato alla domanda-tormentone, anche per non scontentare la Ferrari stessa per la quale (nella persona squisita di Stefano Domenicali) nutre rispetto e stima. Così la storia si trascina un altro po’, rifornendo di armi i critici, offrendo uno strumento gustoso per un lieve rilancio di immagine della Formula Uno più incasinata del secolo, scorso e attuale. Continua a leggere