Pensieri malesi

Ci sono piloti per cui l’ambiente, anzi, un buon ambiente è tutto. La cosa è molto italiana: l’ambiente infatti è tutto per Valentino Rossi, è tutto per Marco Simoncelli che del prossimo mondiale sono i due grandi attesi. Rossi e Simoncelli generano atmosfera per ottenere atmosfera, in un giro virtuoso che li ha sempre premiati quando si è trattato di fare sul serio. Rossi è un po’ più ducatista ancora, i ducatisti che lavorano con lui sono più rossisti ogni giorno che passa, ora che toccano con mano che tipo di professionalità, di disponibilità e di sensibilità tecnica ci siano nel talento e nel metodo di Valentino. Continua a leggere

Lorenzo campione fa 99

Dieci-dieci-dieci, è la data di oggi, ma potrebbero pure essere i rispettivi voti per la gara in sè, la gara di Rossi e il mondiale di Lorenzo.

Si fa prima a dire che fa 99. Non cento appunto, perchè Rossi, sportivamente killer fino all’ultima stilla di energia, ha proprio voluto incidere il proprio 46 a fuoco sul titolo 1 di Jorge. Son segni di vitalità rinnovata, nella stagione in cui l’unico costantemente vitale è stato però proprio Jorge Lorenzo. Continua a leggere

Le due facce di Jorge

L’angelo e il diavolo li ha nel simbolo che porta in giro per il mondo Jorge Lorenzo. Due opposti che a prima vista valgono il sole e la luna che ha sul casco Valentino Rossi. Invece sono diversissimi. Mentre Rossi ha una maniera lieve e disincantata di vivere il giorno e la notte intesi comunque a colori, Lorenzo ha il bianco o il nero, due maniere estreme e distinte di essere e di vivere. Continua a leggere

Schumi, che fatica bestiale

Ora Schumi non prende più nemmeno la medaglia di bronzo nel campionato tedesco. Basta dare un occhio alla classifica del sabato per trovare 4 virgulti della grande Germania, spalmati tra il secondo e il quinto posto.

Rosberg, Vettel, Sutil e Hulkenberg. Il supergiovane è più giù, ottavo, battuto pure da Barrichello, quello che faceva il suo maggiordomo ai tempi della Ferrari. Continua a leggere

Colpi di genio, colpi di sole

Allora, alla vigilia della Malesia, possiamo affermare almeno questo: la Ferrari ha messo in pista una macchina all’altezza. Della situazione e della tradizione.

Alcuni mesi fa Stefano Domenicali era trattato da molti, ferraristi, giornalisti, tifosi e anti ferraristi, come un pazzo incapace.

In quella situazione di pressione assoluta, tra risultati scadenti e le complicanze dovute all’incidente di Felipe Massa, decise di esporsi ad una gogna ulteriore decidendo di investire sulla nuova vettura e non più sulla vecchia, di portare avanti l’operazione Alonso tagliando Raikkonen e di salvaguardare Massa nei guai.

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