Stoner è uno shuttle

Gli manca di sparare il paracadute quando si ferma e poi Stoner è tale e quale ad un F104 o ad uno shuttle. Noi che immaginavamo Casey Stoner soltanto arbitro di una possibile sfida spagnola tra Lorenzo e Pedrosa, ora facciamo allegramente marcia indietro e pure un bel mea culpa. Ci ha fregati un’altra volta con una gara in cui si è limitiato a controllare Lorenzo che dava la vita per vincerla. E pareva persino che Stoner facesse fatica a tenerlo dietro. Vederlo cambiare marcia e nei due giri finali lasciare al palo l’altro come avrebbe fatto un Romano Fenati qualsiasi è stato un’altra volta illuminante. Continua a leggere

The black hole

Valentino Rossi ha preso tre secondi e mezzo da Lorenzo. E son le due facce di una medesima vecchia medaglia attorno alla quale i due, insieme a Stoner, si spartivano vittorie e podi. Oggi Valentino Rossi ha girato piano come non hai mai fatto e un’enorme tristezza ci assale. È una tristezza vera, che fa a pugni con la sua serena rassegnazione. Perchè a lui è tutto molto più chiaro. C’è un problema che riguarda personalmente il rapporto tra lui e la moto, ma che non lo può mettere al sicuro dai dubbi e dalle insinuazioni altrui. Se le altre Ducati fossero appena dietro sarebbe un conto, mentre con Hayden in prima fila è tutto un altro. Puoi parlare, stando sul tecnico, della sua difficoltà ad entrare in curva, del motore che lo porta ad un sottosterzo indigeribile. Continua a leggere

Take it easy

Buona Pasqua per cominciare. Buona Pasqua dal Qatar, dove la Pasqua non è contemplata. Ma buona Pasqua lo stesso, intesa come giorno di conciliazione e di vicinanza. Che poi era anche il lascito che ci pareva avesse lasciato al motomondiale Marco Simoncelli il giorno in cui andò via. Strumentalizzarlo ora no, non va bene, ma ricordare quel clima può servire perchè un po’ di tigna la si avverte già, senza che ancora sia stata corsa la prima gara della stagione. Continua a leggere

Nato per vincere

E’ campione del mondo, lo è per la seconda volta. Casey Stoner è uno nato per la moto, anzi, nato per vincere con la moto. Non certo nato per stare nel paddock, in tv, tra sponsor e tifosi. Nel suo mondo ideale si arriva, si vince e si torna a casa; in campagna con le mucche, i canguri e Adriana sempre lì, silenziosa ma vicina. Guardandosi indietro a 26 anni Casey vede una vita da adulto, di quelle vissute a fondo. Un papà che spinge – troppo secondo lui – per averlo, già bambino, dominatore di tutto ciò che si può sugli sterrati australiani. Continua a leggere

Il potere va in Honda

Simoncelli resterà alla Honda. Farà lo stesso, probabilmente Dovizioso. Team Gresini per il primo, Team Cecchinello per il secondo. Tutto bene? Certo, per molti versi. Non del tutto per altri. Perché viene il sospetto che la Honda sfrutti del tutto l’enorme, persino eccessivo potere che detiene nel motomondiale. La domanda centrale è la seguente: Simoncelli o Dovizioso o chiunque altro che corra su una Honda MotoGP ha, ha avuto, avrà mai la possibilità di mettersi davanti –stabilmente davanti, s’intende- ad un pilota che corre per il team ufficiale? Continua a leggere