E adesso tocca a Bernie

Bernie Ecclestone, tocca a lei. Non si tratta soltanto di un auspicio. Crediamo che il tempo per fare la mossa decisiva sia giunto.

Il motivo è semplice: se Mosley non innesta una retromarcia clamorosa, i grandi costruttori escono dal Mondiale 2010. Tutti e certamente, visto il documento di ieri che sottomette l’iscrizione al prossimo campionato all’eliminazione del tetto del budget e ad ogni regola fissata dal presidente Fia in questi mesi.

Quindi, se Mosley tiene duro, il Campionato Mondiale di F.1 conterà cinque squadre iscritte, quasi totalmente sconosciute (se escludiamo la Williams) e probabilmente non tutte attrezzate.

La domanda, a questo punto, è molto semplice: quanto varranno i diritti di questo campionato? In pratica, quanto potrà incassare uno spettacolo del genere? Continua a leggere

Il vizio di Mosley

Mosley

Mosley

Come previsto. Nessun reclamo, nessuna argomentazione tecnica, nemmeno una dimostrazione pratica sono servite per modificare un verdetto già scritto. I diffusori di Brawn, Toyota e Williams sono regolari perché la strategia politica del presidente Mosley ha bisogno che così sia. Quindi, la maxi riunione organizzata a Parigi diventa una farsa assoluta. Non ha avuto alcuna rilevanza far notare da parte Ferrari quanto queste soluzioni tecniche vadano contro le indicazioni della stessa Federazione e la clamorosa dimostrazione offerta dalla Renault, che si era vista bocciare un progetto analogo a quello firmato Brawn, sono riuscite a modificare un panorama che nulla ha a che fare con le regole del gioco.
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La rivoluzione pacifica

Pit-Stop Ferrari

Pit-Stop Ferrari

Passata la tempesta, c’è un gran bisogno di quiete. La Ferrari raccoglie l’eredità di due gare pesanti e prova, a mente lucida, a riorganizzare le truppe.

Luca Baldisserri lascia lo sgabello al muretto a Chris Dyer. Una transizione senza traumi, niente plotone di esecuzione, nessuna di quelle punizioni esemplari che servono molto alla facciata e poco al senso del gruppo.

La Ferrari fa sapere che Baldisserri resta a Maranello ad occuparsi dello sviluppo della F60 per colmare le lacune di una macchina visibilmente in affanno. Continua a leggere